Perché io ce l'ho un meteorologo di fiducia, non è proprio come il medico di fiducia che gli metti in mano parecchio della tua vita, ma di questo meteorologo mi fido abbastanza, per quello che dice. O che scrive, perché adesso ci sono questi sistemi che uno dice la sua man mano che gli viene, e tu gli puoi andar dietro senza nemmeno averci mai parlato. Non a uno solo, quello è sempre successo, di andar tutti dietro a uno solo. Di solito andava a finir male, prima o poi. Anche andar dietro a una, si diceva così ai miei tempi, è un'altra cosa, ma anche quello è sempre successo; poi lei ti diceva di sì o di no, e tu ti regolavi. Anche qui, spesso andava a finir male, prima o poi. La novità dei nostri tempi è proprio nell'andar dietro a molti, diventare follower si dice, qualcuno dice già follare.
Ogni tanto abbiamo tutti dei dubbi, io credo, su questi sistemi nuovi che chiamano socialnetwork, ogni tanto diciamo: ma insomma, ma che vita è? Buttar via il proprio tempo, che si potrebbero fare delle cose bellissime col proprio tempo, per andar dietro a qualcuno che delle volte non sai neanche se è o ci fa, delle volte non sei nemmeno sicuro che esiste davvero, perché ci sono anche queste cose delle identità multiple, degli impersonamenti, eccetera, cose che una volta stavano solo nei manuali di psichiatria clinica, e adesso sembrano normali, lo fanno tutti. Per perdere del tempo in questo modo, una volta, eri giustificato solo se avevi la vocazione a fare il dottore dei matti. Adesso invece, tutt'al più ci facciamo venire qualche dubbio ogni tanto, poi ricominciamo. Valla a capire, la natura umana. Piuttosto provo di capire la natura là fuori, dà più soddisfazione.

Intanto però, pure venerdì scorso ero seduto alla scrivania con la tastiera davanti e gli occhi sullo schermo. Ci avrò passato metà della vita, in questo modo. Il mal di schiena mi ricorda che mi sono deformato il fisico, in questo modo, e se tanto mi dà tanto, mi sarò deformato anche la mente, sempreché la distinzione abbia senso, ché qualche volta ci si ricorda di essere un tutt'uno. Poi, anche in questo caso, ci si dimentica.
Quella camminata, però, ci poteva stare lo stesso: magari una camminata alla maniera degli inglesi, come mi hanno insegnato fin da piccolo: zainetto con dentro mantella e ombrello e via. Questi usi degli inglesi, credo siano leggende della nostra campagna siccitosa e temporalata, che curiosamente ho ritrovato qualche anno fa, quando una pioggia improvvisa faceva sospendere l'attività nel cantiere di scavo archeologico. Gli inglesi continuerebbero sotto la pioggia, qualcuno diceva. Ma quella loro non è pioggia, è uno spray, qualcun altro ribatteva. Effettivamente da noi uno che fa una passeggiata sotto la pioggia, lo si considera un po' suonato, lo si tiene d'occhio, non si sa mai che faccia gesti inconsulti. Credo anche in Inghilterra. Semplicemente, là piove di più, la gente si è adattata.
(continua)