"Il regime liberale democratico mise necessariamente capo a un regime di plutocrazia demagogica, regime per eccellenza anti-rurale.
Nello Stato fascista corporativo i rurali riacquistano il loro posto: agricoltori e contadini debbono rendersi sempre meglio consapevoli di questo sommo bene che essi debbono all'opera di Benito Mussolini.
Bisogna ricordare."

E i suoi ricordi puntano all'ingresso sulla scena politica di Mussolini, al maggio del 1915, "quando la parte migliore del popolo affollava le piazze gridando: guerra ! guerra !".
Al Duce si lascia la parola, come promesso:
"La propaganda perversa e malvagia del neutralismo criminale non ha nemmeno sfiorato queste anime semplici e schiette che accettano la guerra come una necessità che non si discute, che è anzi presente al loro spirito come un dovere grave e solenne che bisogna compiere".

Quel che seguì alla guerra Serpieri lo ricorda così:
Antichi neutralisti, socialisti, comunisti, cattolici divenuti popolari, risollevano il capo ; fanno leva sui peggiori sentimenti delle masse, stanche e illuse; se ne impossessano per conquistare il dominio del paese ...
Il biennio 1919-1920 è l'umiliazione all'estero, il caos all'interno. Nelle campagne, non meno e più , che nelle città.
Ma non tutti si rassegnano ... Il 23 marzo 1919 in Milano, nasce, o rinasce, il primo Fascio di combattimento ...
Lentamente, nel '19-20 ; con moto accelerato e travolgente nel '21-22, i Fasci si diffondono, a mille a mille, trionfalmente ...
Battaglia aspra, sanguinosa, dolorosa, contro nemici che hanno pur essi nome italiano: battaglia per le vie delle città e nelle campagne ...
Nel novembre '21, all'atto della sua costituzione in partito, il Fascismo conta 2.200 fasci con 320.000 iscritti ...

eccetera

E' il racconto di una marcia trionfale, in un ideale duetto con le parole del Duce, finché il fascismo "sconfigge in modo definitivo l'antifascismo sovversivo che non si risolleverà più". Così credeva.

E dopo "Occorre ristabilire l'equilibrio" fra città e campagna, perché "nei rurali è il nerbo della razza".

"Essi, i cittadini più disciplinati, pazienti, tranquilli, tenaci: essi i migliori soldati, gli uomini di più sana vita famigliare e più schietti, lontani dalle piccole abilità, dalle raffinate astuzie, dai tradimenti vili degli uomini della città.
Dove, se non su essi, l'esercito fascista può trovare la massa dei suoi fanti solidi e fedeli?"

Scriveva così il sottosegretario di Stato per la bonifica integrale Onorevole Arrigo Serpieri nell'estate del 1931.

(segue)