Quindi parlare della Chiusa di Casalecchio, dove nasce il Navile, non è troppo fuori luogo nemmeno in questo blog. E' che intorno alla chiusa stanno succedendo, proprio in questo momento, delle vicende purtroppo comuni ovunque ci sia un po' di verde e alberature residue: cosiddette "potature", decisamente eccessive, che forse potrebbero essere meglio descritte dall'espressione "far legna".

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Cercando documentazione recente sulla questione, che spero utile in altri casi, mi ha fatto molto piacere trovare sul bollettino dell'Accademia dei Georgofili uno scritto recente del professor Alessandro Chiusoli, che da oltre 50 anni si batte contro le potature sconsiderate; e sul sito del Corpo Forestale dello Stato gli atti del simposio internazionale (pdf) "Legno morto: una chiave per la biodiversità" tenuto nel 2003 a Mantova (dove il CFS svolge attività di ricerca al Bosco della Fontana). Quest'ultimo in particolare mi ha fatto ricordare le lezioni di Camerino del professor Pedrotti, che insisteva e ancora insiste molto sull'importanza ecologica del legno morto.

Purtroppo è vero che dove c'è legno morto c'è il pericolo di caduta di rami o di tronchi; ma se ci siamo abituati a muoverci senza essere investiti sulle strade dove sfrecciano automobili e camion, non vedo perché non dovremmo abituarci a riconoscere rami vivi da rami morti e a muoverci di conseguenza con cautela: è un rischio certamente minore, anche perché la furia potatoria, a dispetto di ogni ragionevolezza, continua, e ha lasciato intatti ormai pochissimi posti.