Dopo una puntuale rassegna della letteratura (Giglioli, Arrigoni degli Oddi, Martorelli, Caterini-Ugolini, P. Zangheri), Toschi riferisce dapprima di inanellamenti nel basso bolognese (Marmorta, Mediana):
Queste catture avvennero il 12 e il 20 maggio, (1939) ma la comparsa dei Mignattini nella campagna era anteriore a tale data (per confronto, quest'anno sono comparsi in numero consistente intorno al 20 aprile).
Quindi riferisce della sua escursione ornitologica del 12 luglio, documentata con fotografie, nella Cassa di Colmata della riserva del Cav. Alfredo Benni (a Mezzolara, comune di Minerbio dice, ma è Budrio).
Mi fu possibile constatare con facilità che il numero dei Mignattini piombati era assai superiore a quello dei Mignattini comuni; questi ultimi rappresentavano circa il 10% dei primi; poi vede e descrive i nidi e i nidiacei: ho potuto appurare trattarsi delle nidificazioni del Mignattino piombato, e non di quello comune.
Ritornato il 24 luglio, verifica che la maggior parte dei nidi visti in precedenza sono già vuoti, mentre altrove è in corso quella che ritiene una ulteriore nidificazione. Il guardiano della riserva mi ha informato che i Mignattini sogliono nidificare sul luogo in luglio, sebbene con qualche divario di tempo nei vari anni, e non come dice l'Arrigoni, alla fine di maggio o al principio di giugno (sempre con riferimento ai giorni nostri, l'anno scorso abbiamo osservato giovani alimentati a terra dai genitori il 3 settembre).
Occorre però osservare che talvolta l'epoca di nidificazione degli uccelli acquatici può subire variazioni in relazione alle condizioni climatiche ed ambientali dei vari anni ... Il corrente anno 1939 è stato appunto notevole per le abbondanti piogge primaverili e la bassa temperatura verificatasi in questa stagione.
Nella seconda uscita riesce ad inanellare alcuni giovani. Sulla base della letteratura questo uccello svernerebbe nel Sudan e nell'Africa orientale fino alla Nigeria.
Resta da conoscere quali siano le vie di migrazione ed i quartieri invernali dei Mignattini italiani, perciò occorre attendere notizie di riprese di inanellati.
L'articolo si chiude così:
Osservazioni estese condotte durante anni successivi potranno mettere in rilievo inoltre la frequenza delle comparse e delle nidificazioni delle varie specie di Mignattini, che fino ad oggi sono state nel nostro Paese passate inosservate, malgrado la relativa facilità con la quale possono essere rilevate.

Stava scoppiando la guerra, c'era altro da pensare. Poi c'era da ricostruire. Poi da costruire. Poi ...?
Questa è una pubblicazione come tante, dal punto di vista scientifico, ma ci sono dentro tutti i temi e le domande che ancora oggi ci facciamo, nella nostra epoca supertecnologica, ora che abbiamo i satelliti e il GPS nel telefonino in tasca, ora che ognuno può spostarsi rapidamente, fare foto a raffica e filmati, consultare da casa riferimenti bibliografici e basi di dati, scambiarsi dati e commenti e contribuire ai rilevamenti.
E' una pubblicazione di più di settant'anni fa, come ce ne sono tante, ma è un pezzo della storia della scienza bolognese che possiamo rivivere ogni anno. Di più: è un pezzo della scienza nel territorio.

PS.: mentre faceva i descritti sopralluoghi a Mezzolara e all'Osservatorio Ornitologico della Mesola, che dirigeva, Augusto Toschi stava probabilmente correggendo le ultime bozze del suo primo libro importante: "La migrazione degli uccelli", che porta la data del 20 settembre 1939 ed è introdotto da Alessandro Ghigi:
Mi è apparso quindi opportuno affidare al mio assistente Prof. Augusto Toschi ... la compilazione di un lavoro sintetico di carattere scientifico e nello stesso tempo divulgativo, accessibile a tutti, che tenesse conto degli studi compiuti recentemente in Italia, anziché tradurre una delle migliori opere straniere sullo stesso argomento.
Anni dopo (ma non poi così tanti, metà anni Settanta), questa fu invece la scelta dell'Editoriale Olimpia (quella dei cacciatori, fallita all'inizio di quest'anno), che tradusse la 2° edizione dell'opera con lo stesso titolo di Jean Dorst, apparsa in Francia nel 1956:
Ove si escluda il vecchio volume del Toschi su La migrazione degli uccelli, pubblicato (è il caso di dirlo) nel lontano 1939, e tranne studi e articoli su riviste specializzate e qualche grosso ma inconsistente volume di nessun rigore scientifico, il lettore italiano non ha mai avuto fino ad oggi la possibilità di informarsi seriamente sullo straordinario fenomeno delle migrazioni.