Le FAQ dell'oasi
By Giampaolo on Tuesday 1 November 2011, 08:30 - Permalink
All'oasi in questi ultimi anni ho incontrato tanta gente che non c'era mai stata, o che comunque la conosceva molto poco. Ho avuto spesso, anche recentemente, la soddisfazione di sentire commenti positivi e meravigliati; mi hanno fatto spesso delle domande, magari per sapere cose che a noi del posto sembrano scontate e a tutti note. Perciò ho compilato l'elenco che segue di Domande Frequenti e Relative Risposte (FAQ). Preciso, a scanso di equivoci, che si tratta di una iniziativa personale basata sulle domande che mi hanno fatto e su quanto è a mia conoscenza o reperibile online. Per scriverle non mi sono coordinato con nessuno; se qualche informazione risultasse inesatta, mi si può sempre contattare all'indirizzo qui a fianco (seguire il link "Per comunicare con noi" in home page). Credo comunque che un approccio del genere (mutuato dalla rete) possa avere una sua utilità, se non altro quella di concentrare in un unico punto informazioni altrimenti sparse.
Di chi è quest'oasi?
I terreni dell'oasi appartengono a privati proprietari, salvo gli edifici
ristrutturati della Rizza e la vasca retrostante in adiacenza alla curva del
Navile, che sono di proprietà del Comune di Bentivoglio e affidati in gestione
alla Cooperativa Arcobaleno; e salvo il Casone del Partigiano, gestito dal
Comune di San Pietro in Casale in convenzione con diversi comuni della pianura
bolognese.
Cosa c'entra il WWF?
Il WWF propose la tutela naturalistica della zona fin dal 1981 (per la
precisione la proposta venne da alcuni giovani della zona che trovarono nel WWF
Italia l'organizzazione di riferimento). Da allora, il WWF si è sempre battuto
per questo scopo e una decina di anni fa, sulla base di un accordo con alcuni
proprietari, ha inserito l'area nel proprio "Sistema delle Oasi", collaborando
attivamente alla manutenzione e alla sorveglianza dell'area. La qualificazione
di un'area naturalistica come Oasi WWF comporta accordi di gestione molto più
definiti di quel che è stato possibile ottenere fin qui; il WWF continua
tuttavia a ribadire il suo impegno per la tutela naturalistica
dell'area.
Dove comincia l'oasi? Dove finisce?
L'oasi non ha un confine preciso. O meglio, esistono diversi significati di
"oasi", tutti con un proprio fondamento ma diversi, e con perimetrazioni non
completamente coincidenti (Vedere questo post per
chiarimenti).
Una definizione minima (e "lineare", piuttosto che "areale") di questa oasi
comprende le strade normalmente chiuse al traffico motorizzato, cioè la T
formata dalla via Bassa degli Albanelli oltre la Rizza, e tutta via dell'Olmo;
oltre naturalmente ai percorsi pedonali che da lì si dipartono per raggiungere
i due capanni rispettivamente dalla Rizza e dal Ponte della Morte.
La discarica e le vasche adiacenti fanno parte
dell'oasi?
Solo in un certo senso: sono comprese nell'oasi faunistica. In ogni caso,
alcuni ambienti naturali (in particolare la vasca della Mezzacasa) sono molto
similli a quelli usualmente considerati oasi a tutti gli effetti ed ospitano la
stessa fauna (spesso in senso proprio: gli stessi individui, per esempio
uccelli, che fanno la spola).
E' sempre aperta al pubblico? Si paga per entrare?
Le strade pedonalizzate e i sentieri sono sempre aperti al pubblico
gratuitamente. Il criterio seguito fin qui è stato quello di non far pagare per
l'accesso (erano strade pubbliche, in fin dei conti), prevedendo eventualmente
il pagamento di servizi specifici, come la ristorazione, le visite guidate
...
Ci sono visite guidate?
Ci sono già scuole e altri gruppi in visita, altre tipologie di visita sono
possibili, per informazioni rivolgersi al gestore della parte di proprietà
comunale, cioè la Cooperativa Arcobaleno di Bentivoglio, tel. 051/6640076 -
3384716668
Qual'è il momento migliore per venire all'oasi?
Nell'arco dell'anno, ogni stagione ha le sue particolarità, c'è sempre qualcosa
di interessante. Anche in pieno inverno, per esempio, le vasche sono piene di
uccelli svernanti.
Ovviamente nelle domeniche e nei giorni festivi all'oasi si concentra il
maggior numero di visitatori; chi può visitarla nei giorni infrasettimanali
troverà un ambiente molto più tranquillo.
Dove sono le cicogne?
Le cicogne nidificano nei pressi della Rizza e si possono vedere facilmente da
febbraio-marzo ad agosto. Sono quelle del progetto di reintroduzione, ora
libere ma che hanno perso l'istinto migratorio. Negli altri mesi si spostano in
un'areale di diversi km., si possono vedere occasionalmente. I nuovi nati
generalmente si disperdono, aggregandosi a individui in migrazione o in
spostamento.
Vorrei vedere da vicino gli animali. Dove posso
andare?
I capanni sono stati costruiti apposta, così come la schermatura lungo via
dell'Olmo. Occorre tenere presente che si tratta di animali in libertà, quindi
spesso diffidenti nei confronti degli esseri umani. Ci vuole pazienza e
possibilmente un binocolo. Ci sono occasioni di osservazioni e avvistamenti
anche lungo i percorsi pedonali.
Vorrei fare una bella foto. Dove posso andare?
Al momento non ci sono postazioni speciali riservate ai fotografi, però i
capanni e la schermatura di via dell'Olmo sono generalmente considerati buone
postazioni dagli appassionati. Alla Mezzacasa (in adiacenza alla discarica) i
fotografi stessi hanno collaborato a mantenere le schermature e a creare dietro
di esse un ambiente fotograficamente interessante.
Ho bisogno dei servizi igienici. Dove posso andare?
Il bar ristorante della Rizza (e centro visita, nei modi che sono in via di
determinazione) ha i servizi igienici.
Perché non posso andare a piedi dal capanno grande al capanno
piccolo (o viceversa) se non facendo un lungo giro?
L'oasi ha come finalità principale la tutela naturalistica; per questo va
regolamentato l'accesso alle sue varie parti. Nell'angolo tra i capanni, non
essendovi esigenze agricole, si è mantenuto finora un microambiente quasi
completamente indisturbato, piuttosto importante da un punto di vista
naturalistico.
Perché non posso andare in macchina dalla Rizza alla Morte (o
viceversa) se non facendo un lungo giro?
La possibilità di disporre di un'area vasta non frammentata e poco attraversata
da mezzi motorizzati è uno dei punti di forza di questa oasi, determinante ai
fini del suo pregio naturalistico. Ai visitatori si richiede qualche
sacrificio, ma possono sempre tornare e visitare l'oasi da un altro
accesso!
L'oasi mi sembra un po' trascurata. Chi fa la
manutenzione?
Bisogna tener presente che l'oasi in quanto tale non ha introiti economici; la
manutenzione minima (delle strade vicinali e dei loro bordi, per esempio) è
assicurata dai rispettivi proprietari, con qualche forma di coordinamento tra
di loro e con il contributo di volontari; in passato il WWF si è impegnato
molto in questo senso, poi in attesa di definire nuove forme di collaborazione
ha di fatto sospeso le proprie attività. Occorre anche tener presente che si
tratta di un'oasi naturalistica, e non di un giardino pubblico, e che quello
che può sembrare un intrico di boscaglia potrebbe invece essere un ambiente
molto interessante e ricco di vita, da lasciare alla sua evoluzione. C'è infine
da notare che quello che vediamo passeggiando è la "pelle" dell'Oasi, ma c'è
uno "scheletro" la cui manutenzione, obbligatoria e prioritaria, è curata dai
proprietari e dal consorzio di bonifica.
Mi ha spaventato una nutria! Sono pericolose?
Le nutrie non aggrediscono e solitamente non si lasciano avvicinare troppo,
però in casi particolari (p.es. una femmina con i piccoli o un animale
disturbato e messo alle strette) possono avere reazioni imprevedibili, in quel
caso (raro!) la loro dentatura è in grado di far male. Ci sono piani di
controllo per evitare la proliferazione eccessiva delle nutrie, ma qualche
esemplare in giro c'è sempre.
Ho sentito uno sparo. Qui intorno si può sparare?
Spesso lo "sparo" che si sente è in realtà il colpo a salve di un cannoncino ad
aria compressa collocato nei vicini allevamenti di pesce per tenere lontani gli
uccelli da quelle vasche. In stagione di caccia i colpi che si sentono in
lontananza a Nord, invece, sono con ogni probabilità effettivamente spari,
provenienti da una ben attrezzata Azienda Faunistico Venatoria; nelle vicinanze
ci sono altre aree dove la caccia è consentita. Nell'oasi in passato ci sono
stati isolati episodi di bracconaggio, per fortuna ultimamente non ci sono
segnalazioni in questo senso.
Cosa fanno quei signori seduti a un tavolino oltre la stanga di
accesso alla Morte?
Sono ornitologi inanellatori, che svolgono un'attività di ricerca scientifica
molto importante, sotto il controllo dell'Istituto Superiore per la Ricerca
Ambientale. Nelle sessioni di inanellamento, la mattina presto vengono aperte
delle apposite reti in cui restano intrappolati per un breve periodo gli
uccelli di passaggio; di essi si rilevano una serie di dati e misure
biometriche, si colloca ad una zampa un anellino metallico con indicazioni
utili in caso di ricattura, e vengono quindi liberati. Le conoscenze che se ne
traggono sono molti importanti per conoscere il fenomeno della migrazione e le
molte variabili che la condizionano, come il riscaldamento climatico e la
diffusione di patologie.
C'è troppa / troppa poca acqua, come possono fermarsi le specie più
interessanti?
Il livello dell'acqua nelle vasche dipende da molti fattori: l'annata piovosa o
siccitosa, le esigenze della agricoltura che sono prioritarie, quelle di
compensazione delle piene che lo sono ancora di più ... detto questo, è vero
che durante l'anno c'è spesso un leggero "margine di manovra": bastano pochi
centimetri di differenza, specie nel momento delle migrazioni, per favorire la
sosta di una specie piuttosto che un'altra. Di questo aspetto della "gestione"
dell'oasi si occupano volontari, d'intesa con i proprietari e con il consorzio
di bonifica: è un aspetto importante, soprattutto perché fa capire le
interrelazioni tra il sistema idraulico della pianura e gli equilibri
ecologici, ma non bisogna enfatizzarlo. Non è lo scopo principale dell'oasi
"catturare" (o meglio, invitare alla sosta) una specie piuttosto che un'altra -
dovrebbe essere eventualmente lo scopo di un sistema territoriale di oasi e
punti di appoggio alla migrazione aumentare le opportunità di sosta e la
diversità di microambienti: gli uccelli volano, se c'è un problema temporaneo
qui, si fermano poco lontano, l'importante è che abbiano maggiori opportunità,
e queste sono date dalla biodiversità, di cui questa oasi è un
tassello.
Ho visto delle persone che disturbano gli animali. Chi posso
avvertire?
Beh, prima di tutto se si vedono dei comportamenti non adeguati, con cortesia
si può farlo notare direttamente agli interessati, non c'è bisogno di avere un
distintivo per farlo. Poi, sul territorio dell'oasi prestano abitualmente
servizio le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV), che sono guardie giurate in
grado di contestare infrazioni; naturalmente non possono essere presenti
sempre, hanno un loro calendario di servizi, comunque al numero 051-6347464
dovrebbero essere in grado di fornire indicazioni. Per i casi più seri, il
numero della Polizia Provinciale (competente in materia faunistica, ittica,
venatoria) è 051-6599599.
Ho in programma di fermarmi tutto il giorno, dove posso andare a
mangiare?
Alla Rizza c'è un bar con cucina, normalmente aperto nei fine settimana, è
consigliabile comunque accertarsene telefonando allo 051-6640076 oppure
3384716668. Per chi arriva dall'altra parte, a Saletto sta per riaprire il Bar.
Altrimenti, non c'è che l'imbarazzo della scelta, per esempio a Bentivoglio o a San
Pietro in Casale
Ci sono altre cose interessanti da vedere qui vicino?
Finché volete! Tra le più interessanti, il Museo
della Civiltà Contadina a Villa Smeraldi, con il suo vasto parco, il centro
di Bentivoglio cresciuto intorno al castello quattrocentesco, di fronte al quale alla fine
dell'Ottocento fu aggiunto il Palazzo Rosso progettato dal Rubbiani (non sempre visitabili,
rivolgersi al Comune di Bentivoglio per informazioni). Il portale turistico dei
comuni limitrofi è ricco di altri suggerimenti.
Ci sono altre oasi simili qui vicino?
Negli immediati dintorni oasi naturalistiche così attrezzate per la visita non
ce ne sono, ma ci sono alcuni ambienti interessanti, anche se non tutti
agevolmente accessibili. Più lontano, a una ventina di km. a ovest, c'è il
SIC-ZPS di Manzolino-Tivoli, forse il più simile in quanto ad ambiente e
possibilità di fruizione. In questo raggio ci sono comunque diverse altre aree
tutelate, a diverso grado di manutenzione e accessibilità.
Come faccio a restare informato di quello che succede
all'oasi?
eh ... buona domanda. Non c'è un sito ufficiale dell'oasi, e forse è meglio
così; questo blog, che era partito occupandosene con una certa continuità, ne
parlava comunque da una propria angolazione personale, ed a un certo punto ha
preferito occuparsi piuttosto delle interrelazioni tra l'oasi e il resto del
territorio (e ora torna in letargo
). Iniziative simili, come questo Gruppo Facebook sono anch'esse ibernate. D'altra parte
recentemente, in particolare dopo l'avvento dei social network, lo
scenario della comunicazione è cambiato in fretta, la vita media delle
iniziative che non provengono da istituzioni consolidate è limitata.
In questo momento chi dà informazioni con maggiore continuità è il gruppo dei
fotografi di Bentivoglio, che tiene aggiornata questa pagina.
Il gruppo ha due canali di comunicazione: il proprio sito e una
pagina Flickr, chiamata anch'essa Bentivoglio e
dintorni, a cui possono iscriversi anche fotografi non locali, purché le
foto che pubblicano siano fatte appunto a Bentivoglio o nei comuni
limitrofi.
Quindi, se ho fatto delle belle foto all'oasi posso pubblicarle
anch'io sul gruppo Flickr?
Sì, occorre iscriversi - si consiglia di navigarci un po', prima - e rispettare
le regole del gruppo (c'è il link dalla copertina). C'è anche un piccolo spazio
di discussione, che gli amministratori cercano di mantenere nei limiti della
correttezza e della natura di Flickr, che è essenzialmente un network di
condivisione di immagini.
Posso dare una mano?
Beh, intanto è già un aiuto venire qui spesso per frequentare l'oasi e i suoi
dintorni. Vi accorgerete che sono posti belli e siamo sicuri che finirete per
aiutare a preservarli, nel modo che riterrete più opportuno. Ogni tanto vengono
organizzate iniziative come camminate, feste del volontariato, giornate di
manutenzione e via dicendo, sono comunque occasioni per passare un giorno
all'aria aperta. Poi c'è la strada dell'associazionismo, in particolare il WWF
in passato ha fatto molto per questa oasi - e comunque è una associazione che
ha molti meriti nel mantenimento di ambienti come questi. Ma di gruppi e
associazioni ce ne sono anche altre, anzi ne nascono di nuove tutti i giorni,
proprio perché sta aumentando la consapevolezza che il nostro modello sociale è
andato troppo oltre con il consumo di suolo e di risorse, e ormai stiamo
danneggiando non solo i nostri figli, ma anche noi stessi.
All'oasi si incontra della bella gente; il resto vien da sè.