... ma l'oasi c'è ancora (5/6)
By Giampaolo on Friday 21 October 2011, 09:00 - Permalink
Ché poi, le parole sono importanti, ma sono anche ambigue. L'altro giorno
dall'autobus con la coda dell'occhio ho visto un cartellone pubblicitario con
scritto "Parco del Navile". Oh perbacco. Son ripassato a vedere, era la
pubblicità di una casa protetta (privata).
"Oasi", in teoria è una parola più chiara di "parco", dà subito l'idea di un
posto piacevole che si distacca nettamente dal deserto circostante, quindi fa
pendere la bilancia dalla parte di confini ben netti, nell'annosa questione se
un'area protetta debba essere delimitata con precisione, o se ci si debba
entrare poco alla volta, magari passando per un "preparco". In teoria, per fare
un'oasi naturalistica basta che si mettano d'accordo proprietari e
ambientalisti per un minimo di manutenzione all'interno e per la vigilanza, che
si recinti il tutto con filo spinato e che si apra al pubblico una o due volte
all'anno (poi, per fortuna, la maggior parte delle oasi sono più di così).
Anche in questo caso, però, la nostra assomiglia più a un parco, perché ha
molte relazioni con gli ambienti circostanti, e non è facile capire dove
comincia e dove finisce, che è la domanda che si fanno in molti. E'
possibile rispondere senza scomodare la fisica quantistica? ("In questo
punto siamo dentro all'Oasi?" "Abbastanza").
Proviamoci
Si sono sovrapposti nel tempo almeno due, forse tre significati di Oasi in
loco.
Il comune denominatore a tutte è: le vasche del Comune, Marani e la Morte; La
Rizza e i campi immediatamente adiacenti; in destra Navile (inaccessibili, a
regola) la Gozzadina, il pioppeto e i campi intorno. In dettaglio:
1. Oasi di protezione faunistica (tabelle gialle), in più a quanto detto ci
sono altre aree fra cui la Mezzacasa e i campi tra il Casone del Partigiano e
via dell'Olmo - ma rileva solo ai sensi della legge sulla caccia;
2. Oasi WWF (vedi sopra, deriva dall'accordo con alcuni proprietari), non c'è
la Mezzacasa nè la proprietà Pancaldi, in più ci sono p.es. i terreni del
Raccolto ai lati del Casone del Partigiano diversamente classificati ai fini
della caccia (sempre vietata, ma con altra motivazione, non è Oasi
faunistica);
3. L'area su cui Dante fa (faceva?) i censimenti dell'avifauna comprende anche
la Riseria, le vasche Mengoli di qua e di là dal Navile e le vasche su via
Saletto - credo che il criterio fosse 1+2 con qualche aggiunta e
adattamento.
C'è anche una interpretazione minima dell'oasi: solo la proprietà del Comune di
Bentivoglio, cioè la Rizza e la vasca arginata con i capanni, ma mi sembra
veramente troppo riduttiva.
In ogni caso c'è un "cuore" comune (un cuoricino, niente a che fare col
progetto cuoreverde pianura di una decina di anni fa, che era a
un'altra scala), con la Rizza al centro, tant'è che il portale turistico istituzionale sovracomunale la chiama "Oasi La
Rizza"; intorno ci sono aree, anche di qualche interesse ambientale, che sono
"oasi" solo in un certo senso. Alla peggio, rimane l'oasi faunistica, ma
evidentemente si tratta di un criterio distintivo limitato - come se fosse
normale che nella restante campagna si può andare in giro a sparacchiare
(mentre fino a poco fa erano tabellate come Oasi WWF anche aree dove si
allevano fagiani e lepri da vendere ai cacciatori).
C'è poco da fare, con l'ambiguità delle parole ci dovremo ancora fare i conti,
ed anche con l'ambiguità dei confini; quest'ultima faccenda ci può sembrare
strana, ma in generale, ha robuste radici teoriche, magari ce la facciamo
spiegare meglio, ché all'università di Bologna di queste cose ne sanno, per
esempio i geografi e gli storici medievisti ci hanno studiato tanto: guardate
p.es. una mappa antica, non vedrete mai quei confini e quei territori ben
delimitati con colori diversi come nelle carte attaccate al muro delle aule
della nostra infanzia. La geografia storica è, in buona misura, la storia dei
confini.
Comunque, io risponderei "sì" alla domanda se l'oasi c'è ancora. Non si sono
formati così i toponimi che conosciamo? L'Olmo che ha dato il nome alla via
sarà campato per un po', il nome è rimasto; la Cà Nova sarà stata nuova solo
per un po'. Ormai da Bentivoglio "andare all'Oasi" vuol dire andare da quelle
parti là (e magari un'"antenna" dell'Oasi e un noleggio di biciclette
potrebbero stare proprio a Bentivoglio, dove ci sono parcheggi comodi e alla
domenica poco usati).
Per approssimazione possiamo riferirci al "comune denominatore" detto più
sopra. Poi se sul posto uno te lo chiede, precisare la risposta dipende dalla
voglia che si ha di attaccar bottone, perché l'oasi si può fruire anche
socializzando. Mi colpì molto, qualche anno fa, un pannello informativo in
paese a Gavorrano (GR), di fronte alla miniera diventata Parco Minerario
Naturalistico: spiegava cosa c'era, poi diceva (più o meno, vado a memoria)
"chiedete agli abitanti, chiedete ai nostri anziani, sono stati
minatori". Bel concetto. E' ovvio che nell'ex-risaia il pensiero corre
alle nostre mondine, che mentre pubblico queste righe stanno andando in tournée
a Parigi, pensate un po'!: ci hanno pensato loro, con la quinta elementare, a
coltivare la loro storia cantando in coro, a scrivere, adattare, modificare i
testi, a dar motivo di studio a storici ed etnomusicologi, a fare
cultura.