Après moi, le déluge (3/6)
By Giampaolo on Wednesday 19 October 2011, 08:00 - Permalink
(Dopo di me, il diluvio).
Questo post fa riferimento ai due più recenti interventi di Dante in quest'altra discussione, sollecitato sul Flickr dei
fotografi a dare qualche informazione. Comincia così:
come premessa vorrei dire che l'oasi esiste perché c'era il
WWF
e finisce così:
nel giro di soli due anni, da quando il WWF non se ne occupa più, si è
visto come si è ridotta l'oasi.
E' una ricostruzione inaccettabile, pur riconoscendo a Dante i meriti (moltissimi) che ha. Cominciamo dall'inizio della narrazione:
fu il WWF che nel 1981 ebbe l'idea di proporre la tutela della zona
...
Vero. Lo so perché c'ero. Come spero sarà chiaro nel seguito, non lo dico
per rivendicare un qualche merito, anzi quando sento che la narrazione
sull'ex-risaia comincia con "L'oasi è la realizzazione di un sogno di
ragazzi ...", la prima volta l'ho trovato divertente, la seconda ho
pensato "sì vabbé, ma adesso pensiamo all'oggi", la terza volta mi è
venuto il latte ai ginocchi.
Poi è verissimo che per vent'anni è rimasto solo Dante (con qualche aiuto
sporadico di altri) a produrre altri documenti, a darsi da fare a livello
provinciale perché l'area fosse riconosciuta almeno come oasi di protezione
faunistica, ma soprattutto a battere la zona, ad annotarsi tutti gli
avvistamenti di avifauna presente e in transito, a segnalare tutto quello che
secondo lui non andava dal punto di vista ambientale. Anche a combattere contro
la discarica, per esempio. Non piaceva a nessuno, le amministrazioni la
difesero come una soluzione di emergenza al problema dei rifiuti, che sarebbe
durata solo pochi anni e avrebbe avuto compensazioni ambientali. Per fortuna è
stato così - ma non è solo fortuna, mi pare che si chiami buon governo. Come ho
già avuto occasione di dire, se non ci fosse stata la discarica potremmo avere
oggi interi quartieri di villette a schiera. Non si poteva, allora, sostituirla
con la raccolta differenziata, ci vuol tempo per queste cose. Certo, è giusto
andare in quella direzione, era giusto dirlo già allora, ma se proprio vogliamo
ragionare per iperboli, "l'oasi esiste perché c'è stata la discarica"
mi sembra una approssimazione altrettanto legittima di quella di Dante.
Poi:
Prima c'era una SRL (la Rizza srl) con dentro quasi tutti proprietari
dei terreni ...
A cavallo del 2000 sono successe delle cose; diciamo che c'è stato un
progetto territoriale molto forte, robustamente finanziato con soldi pubblici
(i capanni non li ha fatti il WWF). Il comune di Bentivoglio è piccolo, ma
riuscì a farsi sostenere da Provincia e Regione; l'altro soggetto forte era, ed
è, la Coop. Il Raccolto, storica erede delle lotte per la terra e il lavoro nel
primo dopoguerra, alle prese con le trasformazioni epocali che l'hanno fatta
diventare, in questi anni, uno dei maggiori proprietari terrieri della pianura
bolognese. Quel progetto voleva essere anche un business (absit iniuria
verbi) - o perlomeno, aveva una dimensione di business che non si può
ignorare - ed è anche per questo che il WWF, sia pure debolmente associato in
questa partita (è in questo momento che si comincia a parlare di "Oasi WWF"),
non ha mai potuto entrarci del tutto - o non ci è mai riuscito, non lo so: dei
rapporti tra WWF e Coop. Il Raccolto so poco o niente, mi limito a quello che
vedo. Penso però che il nodo sia tutto qui. Il WWF (nazionale) avrebbe anche
una struttura (una società, in effetti) con le competenze necessarie per
gestire, o almeno confrontarsi, con i business, si chiama WWF Oasi. Immagino,
spero, che ci sia stato un contatto con la coop. Il Raccolto; se non c'è stato,
o se c'è stato e non è andato a buon fine, prendersela con il Comune di
Bentivoglio è come tornare a casa dal lavoro e bastonare la moglie (o il
marito) perché si è avuto un problema in ufficio.
non esiste nessun obbligo di manutenzione per le schermature alla
Mezzacasa, anche perché furono strutture realizzate dal WWF, non certo dalla
proprietà
il resoconto di Dante è una narrazione passionale, ma le inesattezze non
aiutano la discussione. Non è del tutto vero che le schermature furono
realizzate "dal WWF"; è vero invece che per un breve momento - poco dopo la
costruzione dei capanni e l'accordo con le proprietà - il WWF locale fece da
punto di riferimento, per le schermature lavorarono volontari ambientali
appartenenti o meno all'associazione. Per l'altra schermatura, quella su via
dell'Olmo, anche la proprietà frontista (la coop. Il Raccolto) ci mise sue
risorse, per esempio, la macchina per piantare i pali, senza di che la
schermatura non ci sarebbe ... e così via.
... essere buttato fuori da un giorno all'altro come è già successo
...
ma in luglio, nella ricostruzione degli avvenimenti recenti Dante aveva scritto
(parlando di cose successe mesi prima):
ci è stato detto che l'accordo non era più in essere, a quel punto, non
avendo più alcun titolo per gestire l'oasi ci siamo ritirati da essa
...
In ogni caso, scacciati o ritirati, è questa assenza la causa del "degrado"
dell'oasi, come sostiene Dante?
Gli concedo volentieri che il suo lavoro era importante, e mi auguro che
ritorni all'oasi, WWF o meno. Ma chiunque capisce che la corretta manutenzione
di un territorio vasto non dipendeva e non può dipendere da una sola persona; e
nemmeno le funzioni di un'oasi, o di un'area protetta, se vogliamo chiamarla in
un altro modo (ma le parole vanno e vengono, il territorio resta). Una delle
quali funzioni, e il WWF lo sa meglio di chiunque altro, è la promozione, il
far conoscere, l'avvicinare e far appassionare alla natura - anche in questo
ambiente di ex-risaia completamente artificiale.
Da questo punto di vista, sono convinto per esempio che le centinaia di
fotografie, molte delle quali bellissime, pubblicate in questi ultimi anni sul
gruppo Flickr "Bentivoglio e dintorni" abbiano fatto più benefici che non il
WWF, e non si venga a dire che nel fare questo si sono causati danni
all'ambiente: se non vogliamo chiamarli "volontari", possiamo certo dire che
sono testimoni delle qualità dell'oasi (e dintorni) - e perciò ovviamente
interessati alla loro conservazione.
PS.: dopo aver scritto questo post (ed anche i successivi della serie) vedo che il gruppo fotografico ha messo per iscritto proposte e disponibilità a ulteriori collaborazioni. Da una prima veloce scorsa mi sembra ci siano cose sensate, e in ogni caso è un ottimo segnale