fu il WWF che nel 1981 ebbe l'idea di proporre la tutela della zona ...

Vero. Lo so perché c'ero. Come spero sarà chiaro nel seguito, non lo dico per rivendicare un qualche merito, anzi quando sento che la narrazione sull'ex-risaia comincia con "L'oasi è la realizzazione di un sogno di ragazzi ...", la prima volta l'ho trovato divertente, la seconda ho pensato "sì vabbé, ma adesso pensiamo all'oggi", la terza volta mi è venuto il latte ai ginocchi.
Poi è verissimo che per vent'anni è rimasto solo Dante (con qualche aiuto sporadico di altri) a produrre altri documenti, a darsi da fare a livello provinciale perché l'area fosse riconosciuta almeno come oasi di protezione faunistica, ma soprattutto a battere la zona, ad annotarsi tutti gli avvistamenti di avifauna presente e in transito, a segnalare tutto quello che secondo lui non andava dal punto di vista ambientale. Anche a combattere contro la discarica, per esempio. Non piaceva a nessuno, le amministrazioni la difesero come una soluzione di emergenza al problema dei rifiuti, che sarebbe durata solo pochi anni e avrebbe avuto compensazioni ambientali. Per fortuna è stato così - ma non è solo fortuna, mi pare che si chiami buon governo. Come ho già avuto occasione di dire, se non ci fosse stata la discarica potremmo avere oggi interi quartieri di villette a schiera. Non si poteva, allora, sostituirla con la raccolta differenziata, ci vuol tempo per queste cose. Certo, è giusto andare in quella direzione, era giusto dirlo già allora, ma se proprio vogliamo ragionare per iperboli, "l'oasi esiste perché c'è stata la discarica" mi sembra una approssimazione altrettanto legittima di quella di Dante. Poi:

Prima c'era una SRL (la Rizza srl) con dentro quasi tutti proprietari dei terreni ...

A cavallo del 2000 sono successe delle cose; diciamo che c'è stato un progetto territoriale molto forte, robustamente finanziato con soldi pubblici (i capanni non li ha fatti il WWF). Il comune di Bentivoglio è piccolo, ma riuscì a farsi sostenere da Provincia e Regione; l'altro soggetto forte era, ed è, la Coop. Il Raccolto, storica erede delle lotte per la terra e il lavoro nel primo dopoguerra, alle prese con le trasformazioni epocali che l'hanno fatta diventare, in questi anni, uno dei maggiori proprietari terrieri della pianura bolognese. Quel progetto voleva essere anche un business (absit iniuria verbi) - o perlomeno, aveva una dimensione di business che non si può ignorare - ed è anche per questo che il WWF, sia pure debolmente associato in questa partita (è in questo momento che si comincia a parlare di "Oasi WWF"), non ha mai potuto entrarci del tutto - o non ci è mai riuscito, non lo so: dei rapporti tra WWF e Coop. Il Raccolto so poco o niente, mi limito a quello che vedo. Penso però che il nodo sia tutto qui. Il WWF (nazionale) avrebbe anche una struttura (una società, in effetti) con le competenze necessarie per gestire, o almeno confrontarsi, con i business, si chiama WWF Oasi. Immagino, spero, che ci sia stato un contatto con la coop. Il Raccolto; se non c'è stato, o se c'è stato e non è andato a buon fine, prendersela con il Comune di Bentivoglio è come tornare a casa dal lavoro e bastonare la moglie (o il marito) perché si è avuto un problema in ufficio.

non esiste nessun obbligo di manutenzione per le schermature alla Mezzacasa, anche perché furono strutture realizzate dal WWF, non certo dalla proprietà

il resoconto di Dante è una narrazione passionale, ma le inesattezze non aiutano la discussione. Non è del tutto vero che le schermature furono realizzate "dal WWF"; è vero invece che per un breve momento - poco dopo la costruzione dei capanni e l'accordo con le proprietà - il WWF locale fece da punto di riferimento, per le schermature lavorarono volontari ambientali appartenenti o meno all'associazione. Per l'altra schermatura, quella su via dell'Olmo, anche la proprietà frontista (la coop. Il Raccolto) ci mise sue risorse, per esempio, la macchina per piantare i pali, senza di che la schermatura non ci sarebbe ... e così via.

... essere buttato fuori da un giorno all'altro come è già successo ...
ma in luglio, nella ricostruzione degli avvenimenti recenti Dante aveva scritto (parlando di cose successe mesi prima):
ci è stato detto che l'accordo non era più in essere, a quel punto, non avendo più alcun titolo per gestire l'oasi ci siamo ritirati da essa ...

In ogni caso, scacciati o ritirati, è questa assenza la causa del "degrado" dell'oasi, come sostiene Dante?
Gli concedo volentieri che il suo lavoro era importante, e mi auguro che ritorni all'oasi, WWF o meno. Ma chiunque capisce che la corretta manutenzione di un territorio vasto non dipendeva e non può dipendere da una sola persona; e nemmeno le funzioni di un'oasi, o di un'area protetta, se vogliamo chiamarla in un altro modo (ma le parole vanno e vengono, il territorio resta). Una delle quali funzioni, e il WWF lo sa meglio di chiunque altro, è la promozione, il far conoscere, l'avvicinare e far appassionare alla natura - anche in questo ambiente di ex-risaia completamente artificiale.
Da questo punto di vista, sono convinto per esempio che le centinaia di fotografie, molte delle quali bellissime, pubblicate in questi ultimi anni sul gruppo Flickr "Bentivoglio e dintorni" abbiano fatto più benefici che non il WWF, e non si venga a dire che nel fare questo si sono causati danni all'ambiente: se non vogliamo chiamarli "volontari", possiamo certo dire che sono testimoni delle qualità dell'oasi (e dintorni) - e perciò ovviamente interessati alla loro conservazione.

PS.: dopo aver scritto questo post (ed anche i successivi della serie) vedo che il gruppo fotografico ha messo per iscritto proposte e disponibilità a ulteriori collaborazioni. Da una prima veloce scorsa mi sembra ci siano cose sensate, e in ogni caso è un ottimo segnale