Ibis sacro
By Giampaolo on Monday 24 January 2011, 07:30 - Permalink
Nella nostra Oasi l'Ibis sacro (Threskiornis
aethiopicus) visto nei giorni scorsi non è una novità assoluta: quasi
tutti gli anni uno o più individui passano di qui nel loro girovagare per la
pianura padana. Non si tratta di una migrazione: come suggerisce il nome
scientifico questa è una specie africana, che anzi si è ridotta anche nel suo
proprio areale. Non si tratta nemmeno dell'esito di complessi (e discutibili)
progetti pur con qualche base scientifica, come quello che ha per oggetto il
suo parente Ibis eremita (Geronticus eremita), a cui gli allievi
austriaci di Konrad Lorenz stanno tentando di reimpiantare l'istinto
migratorio trascinandoseli dietro a un aeroplanino tra l'Austria e
l'Oasi WWF di Orbetello, col risultato (finora) che ogni tanto qualcuno se ne
va per i fatti suoi e viene segnalato da qualche parte, piuttosto frastornato e
facilmente avvicinabile: mai visto qui da noi, per fortuna, è proprio il caso
di dirlo.
Invece, la popolazione italiana di Ibis sacro ha certamente origine aufuga, si
tratta cioè di esemplari fuggiti da voliere (o liberati di proposito), ma da
oltre 20 anni si registrano nidificazioni regolari, quasi tutte concentrate
nelle province di Novara e Vercelli, come ben spiega questo articolo
dei Quaderni di EBN. Individui erratici sono stati comunque osservati un po' in
tutta la pianura padana: insomma, qualcuno di loro se ne va a spasso più o meno
in tutte le stagioni, da solo, in coppia o in compagnia. L'avvistamento di un
individuo all'Oasi nei giorni scorsi è praticamente contemporaneo a quello di ieri di 4 o 5 individui nella vasca del
SIC-ZPS di Tivoli, vicino a San Giovanni in Persiceto, anche se "il nostro" non
sembra uno di loro, almeno a giudicare dalle chiazze nel piumaggio della nuca: forse un
"esploratore" incaricato di trovare un buon posto per i suoi compagni?