Le associazioni ambientaliste sono molto più giovani, il WWF Italia ha poco più di 40 anni, e potremmo dire che col mondo della bonifica c'è stata fin dall'inizio una incomprensione generazionale: a noi sembrava che continuare ad esaltare la bonifica negli anni Settanta fosse un anacronismo ambientale e culturale, quasi come esaltare il piccone demolitore come modalità d'intervento nei centri storici delle città. Ci sembrava che con le bonifiche del dopoguerra si fosse esagerato, come una macchina che va avanti per inerzia, e che il patrimonio di conoscenze e di capacità tecnica dei consorzi fosse male indirizzato, autoreferente e sordo alle esigenze contemporanee. Noi siamo di parte, e perciò non vogliamo scrivere qui la storia recente dal nostro solo punto di vista: motivi per lamentarsi ce ne sono ancora, però dobbiamo anche dire che, quando succede, ci fa un grande piacere vedere la collaborazione dei consorzi di bonifica nel mantenimento della biodiversità propria degli ambienti umidi: purchè lo facciano, continuino pure a chiamarli 'acquitrini' :-)
E ci fa molto piacere anche che la 'cultura aziendale' se possiamo chiamarla così, di quelle organizzazioni si allarghi a comprendere non solo quello che è stato un momento storico circoscritto, pur di potente trasformazione (la bonifica meccanica), ma l'intera vicenda dei rapporti tra gli uomini e le acque sul nostro territorio: ovviamente cercando la collaborazione scientifica e istituzionale necessaria.
E' quello che ha cominciato a fare il Consorzio di Bonifica nostro vicino, di sinistra Reno (ma è prossima una fusione che ricomporrà l'unità di bacino idrografico), con una iniziativa che prepara per tempo una celebrazione un po' dispari, ma importante, che a noi che abbiamo radici a Bentivoglio non può non interessare. Tutti i dettagli sono sul sito web L'acqua dei Bentivoglio