parco.ex-risaia.info

To content | To menu | To search

Monday 5 November 2012

Pier Crescenzi a Rubizzano

Comunque, tutti gli storici sono d'accordo nell'affermare che la coltivazione del riso sia stata estesa nella nostra penisola dopo il 1450; nè fa eccezione il caso di Pier Crescenzio che seminò certi suoi terreni nel Bolognese, e precisamente a Rubizzano (*), frazione ora eminentemente risicola e valliva del Comune di San Pietro in Casale, con riso ricevuto dalla Sicilia, come appare di volo nel lib. III, cap. 24 dell'opera Ruralium commodorum, dove il riso è appunto chiamato tesoro delle valli (**).

Questa frase appare all'inizio di una pubblicazione ministeriale del 1906, dell'Ing. Pietro Puglioli: "La coltivazione del riso nei rapporti della disoccupazione operaia e della malaria nella pianura bolognese". Si tratta di un documento importante sotto molti aspetti, ci torneremo prossimamente. Intanto riportiamo qui di seguito le note del Puglioli, che cita biografi precedenti, circa il radicamento di Pier Crescenzi a Rubizzano, anzi propriamente all'Olmo, dal 1277 fino alla morte:

Continue reading...

Thursday 25 October 2012

Gli uccelli (un racconto di fantascienza)

L'avrete visto: sull'ennesimo blog della fantascienza escono uno alla volta tutti i racconti dell'ennesimo libro della fantascienza, che è quell'ebook collettivo di cui si parlava nel post precedente, e-pubblicato nell'anniversario di Carlo Fruttero e distribuito gratis, che già di per sè son cose da fantascienza.

Non l'avevo detto chiaro e tondo, ma nell'ebook c'è anche un mio racconto.

Continue reading...

Wednesday 19 September 2012

Pensare al futuro

In questo blog si parla spesso e volentieri di scienza, ma voi, alla scienza, come ci siete arrivati? Cosa vi hanno raccontato da piccoli? Cosa avete scoperto, cosa vi siete immaginati, cos'ha mosso la vostra fantasia?
Vi racconto una storia.

Continue reading...

Thursday 13 September 2012

Terramatta

Terramatta è un film documentario di Costanza Quatriglio che dovreste vedere.
Dice la regista di aver avuto l'idea leggendo il libro Einaudi del 2007 (Terra matta, ma lei ha voluto attenersi alla parola intera che ha trovato sull'originale), che è la riduzione dell'autobiografia di Vincenzo Rabito (1899-1981), pensionato inalfabeta siciliano che aveva trovato in casa la Lettera 22 lasciata dal figlio studente a Bologna a cavallo del '68. Sono, letteralmente, migliaia di pagine, scritte di notte, da un bordo all'altro dei fogli, senza margini, senza punteggiatura salvo un puntoevirgola che separa ogni parola dall'altra, giorno dopo giorno, per anni. E' una vicenda nota: questo dattiloscritto fu consegnato all' Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, che ogni anno organizza anche un premio, e questo vinse l'edizione del 2000 (domani comincia l'edizione 2012, proprio con questo film, ma la vicenda di questo diario è già stata citata nell'opera teatrale di Mario Perrotta Il paese dei diari, che continua a girare per l'Italia).
Perché dovreste vedere il documentario?

Continue reading...

Monday 10 September 2012

Divagazione, o forse no

Quello che sto per dirvi forse l'ho già detto, o forse no, adesso non mi ricordo, è l'età, cosa volete farci. In ogni caso, ho imparato da Paolo Nori che una cosa si può anche scriverla due volte, tutt'al più è un problema tuo, ché se la riscrivi invece di ricopiarla fai un lavoro doppio. E comunque c'è di nuovo che mi è tornata in mente in questi giorni, poi vi dico com'è stato.
E insomma, si tratta di una lezione universitaria, era il 1972, era un sabato mattina (sì, si faceva lezione anche al sabato mattina), il corso si chiamava Plastica ornamentale: proprio così, giuro, un retaggio dell'Accademia di Belle Arti che si affidava a giovani docenti creativi. L'avevo messo in piano di studi del primo anno appunto perché il professore era Adolfo Natalini, che era un leader della famosa (allora) avanguardia fiorentina, arrivata perfino a esporre un po' di cose strane al MoMA di New York. E in effetti anche il titolo della lezione era strano, Il design delle armi da fuoco confrontato col design degli strumenti musicali, era stato invitato a tenerla Aldo Cuzzer, uno che poi nella vita avrebbe fatto tutt'altro, l'urbanista, era probabilmente un suo lavoro giovanile, non so. Per quel che mi ricordo era tutto un ragionamento sulla forma e la funzione, inserito nel clima pre-postmoderno di quegli anni, o protopostmoderno, per dire meglio, ma insomma il Cuzzer non si dava ragione del perché ai nostri tempi moderni la forma degli oggetti non seguisse la funzione nemmeno in casi in cui la funzione è critica, tipo sparare o garantire il miglior suono possibile: se non in questi casi, quando? (e per esempio il Bauhaus aveva fatto fior di ricerche su come suona un violino tutto squadrato, ma non se n'era fatto niente, mentre i cataloghi americani di fine Ottocento proponevano Colt efficienti ma soprattutto decoratissime, eccetera).

Continue reading...

Friday 31 August 2012

Il Mignattino piombato nel Bolognese

Anche quest'estate, anche se in numero leggermente inferiore, i Mignattini piombati (Chlidonias hybrida) hanno portato i piccoli a scuola nelle vasche dell'oasi. Li parcheggiano sul filo nei pressi del capanno piccolo, portano loro qualche pesciolino, poi glielo appoggiano sull'acqua perché imparino a fare da soli e si preparino alla loro prima migrazione. Anche per questa stagione gli appassionati hanno potuto fare ottimi scatti senza disturbare. L'anno scorso questa specie è stata osservata qui fin verso la metà di settembre.
Tutti i manuali riportano il Mignattino piombato come più raro del Mignattino comune (Chlidonias niger); da noi è il contrario, Mignattini comuni se ne vedono di rado, solo qualcuno a inizio stagione, mentre i piombati continuano evidentemente ad avere qui vicino buone zone di nidificazione, come rilevò uno dei maggiori ornitologi italiani del Novecento, Augusto Toschi, nella pubblicazione del 1940 di cui abbiamo ripreso il titolo.

Continue reading...

Friday 24 August 2012

Lo Scosso in ebook

Ho riunito in un unico ebook i dieci post qui sotto.
Come vedete, i post originali sono corredati di poche immagini e parecchi link ad immagini esterne, collocate per comodità nel tumblelog I dintorni dell'Oasi, distinti dal tag #loScosso.
Il problema delle raccolte a partire da un blog è sempre come integrare le immagini (o altri contenuti multimediali). I puristi degli ebook non amano il formato .pdf, ma a mio avviso resta quello che dà i risultati migliori, in casi come questo. In .pdf si può anche impaginare diversamente, con risultati a volte migliori, tuttavia in questo esperimento si è scelto di rispettare il più fedelmente possibile l'impaginazione originale del blog.
Nella conversione ai formati .epub e .mobi tutte le immagini sono state eliminate e sostituite con link esterni (anche in questo caso, si poteva fare diversamente ma diventava troppo complicato). Per ogni segnalazione di difetti tecnici o di sostanza, e in generale per ogni commento a questo blog, vale sempre il vecchio indirizzo:
blogmaster (chiocciola) ex-risaia (punto) info

In sintesi, potete scaricare:
Lo Scosso in formato .pdf
Lo Scosso in formato .epub
Lo Scosso in formato .mobi
Gratuitamente, s'intende. Però se credete, potete fare una piccola donazione a favore delle zone colpite. Ci sono molte iniziative di raccolta fondi, potete scegliere quella che ritenete più consona al vostro modo di sentire. In ogni caso, i siti istituzionali dei comuni colpiti e degli altri enti territoriali danno indicazioni utili.

Thursday 23 August 2012

Lo Scosso /10: Finale, Emilia

In epigrafe a un volume ricco di contributi importanti curato un paio d'anni fa dal WWF Italia, dal titolo "Riconquistare il paesaggio" (ne parlammo qui, ed è ancora scaricabile gratuitamente) c'è questa citazione di Antonio Cederna:

Quando finisce l’Italia?
È questa la domanda solo apparentemente paradossale che cominciano a porsi urbanisti, ambientalisti, statistici eccetera, quando riflettono sul ritmo accelerato con cui, nella confusione delle leggi e nell’incapacità di pianificare, andiamo consumando quel bene prezioso, limitato e irriproducibile che è il territorio.

Continue reading...

Wednesday 22 August 2012

Lo Scosso /9: Paesaggi terremotati

Questo viaggio nel terremoto era cominciato notando un cartello pubblicitario, sulla Persicetana, di quelli che non capisci se è uno scherzo, una furbata o semplicemente era lì da un po', e magari ha ancora un suo perché; comunque leggere oggi "Energia gratuita dal sottosuolo" da parte di una ditta di San Felice sul Panaro fa un po' impressione.
Ora da quelle parti nel loro sottosuolo non vogliono scherzi, a Rivara e dintorni i cartelli "No gas" sono attaccati dappertutto, sulle case, sulle recinzioni, esibiti come una bandiera, i banchetti per firmare la petizione sono attivi sul bordo dei paesi semideserti, si raccolgono le firme fra le bancarelle dei mercati.
Invece, sul soprassuolo si beccheranno la Autostrada Cispadana che, come si capisce dal sito dell'Unione di Comuni, è tuttora l'obiettivo principale degli amministratori, con tutte le sue belle lucine ed effetti speciali (però, che tristezza).

Continue reading...

Tuesday 21 August 2012

Lo Scosso /8: Il business del post-terremoto

La bassa modenese è una zona ricca, si sa. A margine dei paesi, nelle zone residenziali costruite dagli anni sessanta fino a oggi ci sono tante villette. Complessivamente le periferie più recenti se la sono cavata meglio dei centri storici, però anche qui alcune abitazioni sono danneggiate, e comunque la paura ha consigliato chi poteva, chi aveva spazio, di mettere in cortile chi una tenda, chi un camper, chi una casina di legno, chi un container.

Casette448.jpg Sono subito fiorite le pubblicità di posti che vendono casine di legno, messe in bella mostra anche lungo le strade. Altre villette si stavano già costruendo, oppure erano lì, invendute; passati i pochi giorni dell'emergenza acuta, le immobiliari hanno subito dato una rinfrescata alle loro pubblicità, hai visto mai che chi ha due soldi da parte non colga l'occasione per farsi la casa nuova.
Del business del terremoto ci sono già abbondanti segnali, in giro.

Continue reading...

Monday 20 August 2012

Lo Scosso /7: I centri storici, o come vogliamo chiamarli

Ha ragione Michele Serra, Crevalcore è bellissima (e la sua campagna ancora di più), andateci quando sarà rimessa in sesto, andate a vedere questi gioiellini, anche gli altri della bassa modenese e ferrarese (ma fuori dai paesi non sempre vi verranno buone vibrazioni).
Adesso, tre mesi esatti dopo la prima violenta scossa, è ancora presto; i nuclei storici dei paesi hanno un aspetto surreale, con molte strade chiuse, vigili del fuoco al lavoro e lunghissimi bracci meccanici in azione, qualche umarell in bicicletta che non può fare a meno di andare a dare un'occhiata al suo paese, poca altra gente in giro anche nelle strade agibili: chi può, in questo torrido agosto si prende una pausa dallo stress al mare, o dai parenti.
Adesso la priorità delle amministrazioni sono le scuole da riaprire, la geografia dei presìdi pubblici (ospedali, poliambulatori, case protette, uffici) da riportare alla normalità, poi il lavoro, che qui vuol dire occuparsi di quelle zone industriali che sono diventate problemi inquietanti. La gente che viene da fuori è veramente l'ultima delle preoccupazioni, Leonardo ha spiegato bene che può anche dar fastidio pesantemente. Però qualcosa, qualche forma di turismo più o meno autogestito si può immaginare anche a lavori in corso. Per esempio, ci sono i mercati dei prodotti della terra che sono un modo di continuare la solidarietà del Parmigiano Reggiano caduto della primissima ora: il lunedì a Finale, ma anche altrove, i mercati settimanali hanno ripreso la cadenza solita: sabato a Mirandola, domenica a Cavezzo, e così via.
Una passeggiata dove si può (perché nei paesi intere strade sono ancora transennate) la dice lunghissima su questo terremoto, sulle pietre e sulla gente. Perché, Michele, sei fortunato a ritrovare solo ricordi amichevoli, sociali, conviviali.

Continue reading...

Sunday 19 August 2012

Lo Scosso /6: I Pepoli di Bologna

Quando passo da Palata Pepoli e Galeazza Pepoli (in comune di Crevalcore) non posso fare a meno di pensare al Museo della Storia di Bologna ancora fresco di inaugurazione, a Palazzo Pepoli Vecchio, un imponente edificio di aspetto medievale a due passi dalla Due Torri; quasi di fronte c'è il Palazzo Pepoli nuovo, ci sta fra l'altro la Soprintendenza per i Beni Storici eccetera. Una cosa proprio bella il Museo, lo dicono tutti; però, visto che in fin dei conti parliamo di storia, se putacaso a uno venisse una domanda di quelle che in un posto così non sta bene, ovvero "ma come fecero questi Pepoli a fare tutti quei soldi?", ecco, la risposta sta in buona parte nei campi intorno a Palata e Galeazza.

Continue reading...

Saturday 18 August 2012

Lo Scosso /5: Visioni di case crollate

CaseCrollate448.jpg Fino allo scorso 20 maggio la case sparse disabitate delle zone terremotate erano ancora in piedi in una misura inattesa per noi che viviamo a 20 km. da Bologna: dalla via Emilia e dai suoi nodi si è irradiata una trasformazione più veloce, che ha investito il territorio rurale. Ce n'è ancora qualcuna anche da noi, di case sparse in disuso, ma ormai poche, di regola qui sono già state buttate giù e rifatte dalle fondamenta (magari un po' più in là; se ne fanno anche di nuove fintoantiche, se è per quello); per contro, ce ne sono anche là, nella bassa terremotata, di cubature trasformate in ville o condominii, ma meno, almeno così sembra a occhio, forse perché sono un po' diversi i rapporti spaziali: la dimensione dei poderi, il reticolo delle strade, la bordatura delle alberature (quel che ne resta, in verità); e d'altra parte sono un po' diverse anche le tipologie edilizie, che sono come il dialetto, scivolano lentamente attraverso lo spazio, si sfumano passando da un paese all'altro.
Comunque sia, girando per il territorio terremotato si nota che ci sono molte case sparse e disabitate; si nota di più anche perché ora sono quasi tutte crollate o lesionate,

Continue reading...

Friday 17 August 2012

Lo Scosso /4: Per le strade di campagna

Case sparse. Visioni di case che crollano è un lungometraggio del 2002 di Gianni Celati, l'ultimo di una trilogia iniziata nel 1991 con Strada provinciale delle anime e proseguita con l'omaggio a Luigi Ghirri nel frattempo venuto a mancare, proprio mentre stava lavorando sulle case rurali abbandonate della bassa pianura.
Prima, nel 1986, Celati aveva avuto un ruolo di rilievo in quelle Esplorazioni sulla Via Emilia che hanno fatto scuola: una mostra, testi, racconti, fotografie, e tanti percorsi individuali che sono partiti da lì. Da parte degli sponsor istituzionali di allora c'era anche una esplicita intenzione fondativa, o rifondativa se vogliamo, di quel concetto di emilianità che oggi fa venire il mal di pancia a Leonardo, e non solo a lui. Dopo, le strade degli artisti e degli sponsor si sono divise, ritrovate, frammentate, mescolate, ma chi in un modo o nell'altro ci passò allora, è difficile che non gli venga in mente quel modo di guardare, di raccontare, tutte le volte che attraversa la bassa tra la via Emilia e il Po.

Continue reading...

Thursday 16 August 2012

Lo Scosso /3: Camposanto, Campsènt

Tra i paesi colpiti, uno di quelli di cui si è parlato di meno nelle cronache del terremoto, sarà per scaramanzia, è Camposanto, provincia di Modena ma proprio all'intersezione con Bologna e Ferrara. La prima cosa che uno nota arrivando a Camposanto è il nome sui cartelli, perché sotto al cartello bianco di località c'è n'è uno marron di bene culturale col nome in dialetto: Campsènt. Lo stesso nelle frazioni. Praticamente come in alto Adige, dove il bilinguismo è regolato per legge.
Camposanto448.jpg Si meraviglia anche uno come me che ha appena scritto un post di terminologia comparata italiano-dialetto, e che quando gira per "la sua" campagna gli viene ancora da pensare in dialetto. Ha ragione Dacia Maraini: parlare in dialetto è come stare a casa in pantofole, ma io non sono di quelli che mettono sulla porta il cartello "Villa Casamia".
Questa faccenda della valorizzazione del dialetto è un po' equivoca.

Continue reading...

Wednesday 15 August 2012

Lo Scosso /2: Italiano e dialetto

Detto così, lo Scosso è un aggettivo sostantivato, credo che si dica così (come in quel film: Io, Chiara e lo Scuro). Però in quel territorio di confine fra la lingua e il dialetto forse ci starebbe anche come sostantivo cambiato di genere. Succede, è il territorio della creatività espressiva. Invece di dare nomi cretini ai fenomeni atmosferici, come ormai si è cominciato a fare anche qui, all'uso americano, si potrebbe intanto fare una riflessione ferragostana su come si chiamavano queste cose in dialetto.

Continue reading...

Tuesday 14 August 2012

Lo Scosso

Ho finito di leggere La Scossa, l'ebook quasi-instantaneo di Leonardo Tondelli.
Leonardo è un blogger piuttosto seguito, oltre che professore di scuola media della bassa modenese. Scrive bene, il ricavato va al comune di Cavezzo, gli ebook costano poco e non occupano spazio, e questi sono già buoni motivi per comprare questo e leggerlo (ci vuole un computer, probabilmente lo sapete, vanno bene tutti: nuovo, vecchio, fisso, portatile, tablet, anche smarfone; oppure uno di quegli aggeggi fatti apposta per leggere gli ebook, che costano poco e stancano meno la vista; ah, l'ebook io l'ho comprato da BookRepublic, non da Amazon).

Questo libro elettronico racconta in prima persona dei giorni dell'emergenza, dello spavento, dell'improvviso doversi adattare a una situazione che mai avresti pensato (ma era proprio così impensabile?), delle reazioni anche scomposte, dello sforzo di mantenere la lucidità, non abbandonarsi all'invettiva, continuare a comportarsi in modo razionale e solidale, che sembra un problema minore, ma alla lunga è logorante.

Continue reading...

Wednesday 27 June 2012

Ho fatto scalo a Grado

Grado.jpg Due anni fa, sul percorso di una delle mie periodiche transumanze in Maremma, ho fatto scalo a San Piero a Grado. Niente a che vedere con la laguna veneta evocata dal giovane Battiato; San Piero a Grado, molti lo sapranno, è una basilica romanica nei pressi di Pisa, uno dei monumenti più importanti del periodo intorno al Mille, molto interessante e suggestiva anche per la sua collocazione decentrata tra la città e una costa che nei secoli ha cambiato profilo molto spesso.

Continue reading...

Friday 22 June 2012

400

(Per fare conto pari, perché è il post numero quattrocento di questo blog, e perché mi erano rimaste due o tre cose da dire)

Guardando fuori dalla finestra della stanza dove sono nato - perché io ho una certa età, sono di quelli che sono nati in casa, non all'ospedale, anche se quella stanza lì, me l'hanno detto dopo che una volta era la camera da letto, io l'ho sempre conosciuta come la cucina - guardando dritto di fronte c'è una strada asfaltata (una volta c'era una cavedagna, adesso c'è una strada asfaltata), si chiama Via Mario Melloni. Meglio noto come Fortebraccio. E' una delle glorie locali del mio paese (l'altra è Giulietta Masina, non siam poi mica messi male).

Continue reading...

Sunday 17 June 2012

Instant ebook

L'altro giorno è uscito il primo instant ebook pubblicato da un editore inesistente, qui si spiega com'è successo e si può anche scaricare nel formato elettronico che più vi aggrada (magari lo sapevate già; e magari sapete anche che c'è una sottoscrizione lanciata dalle Mondine di Novi per la ricostruzione delle Scuole locali).

Bravi loro, e bravi i loro amici e gli storici locali che spulciano le carte e hanno fatto l'assist. Non lo dico per uno scambio di complimenti, non c'è bisogno: che siam poi brava gente lo sappiamo, ce lo diciamo fra di noi anche quando gli altri non ce lo dicono. E' che a me questo ebook mi ha smosso una pista privata di ricordi non troppo lontani e di ragionamenti che si stavano perdendo, e ci faccio una notarella qui così magari non vanno proprio persi.

Continue reading...

- page 2 of 22 -