A proposito di paesaggi dell'Oasi, la primavera scorsa abbiamo già
parlato del Casone del Partigiano, che anche grazie alla individuazione
come Area di Riequilibrio Ecologico (ormai una quindicina di anni fa) si
mantiene come una macchia di verde nella spoglia campagna circostante.
Ma
il bello dei paesaggi naturali è che cambiano continuamente, con il tempo che
fa, con le stagioni, con la luce: e in questo inizio di autunno ancora tiepido
in questo posto ci sono forse le suggestioni migliori per una passeggiata o per
un giro in bicicletta. C'è persino una fontanella di acqua
buona da bere, oggetto in via di estinzione sulle strade dei
cicloturisti.
Innanzitutto arrivandoci, specie in questo momento dopo i raccolti e le
arature, colpisce la sensazione di spazio, che in pochi altri posti della
pianura si può apprezzare così.
Paesaggi dell'Oasi
Saturday 10 October 2009
Autunno al Casone
By Giampaolo on Saturday 10 October 2009, 07:45
Friday 29 May 2009
Indicazioni per turisti affrettati
By Giampaolo on Friday 29 May 2009, 14:50
Per milioni di italiani, l'Atlante Stradale del Touring Club Italiano è
stato il principale libro di geografia. Perfino in questi tempi di navigatori
parlanti e simili diavolerie, a tutti sono familiari queste mappe, la cui
grafica è poco mutata dagli anni del secondo dopoguerra, tardi anni Cinquanta o
giù di lì.
Geografi e urbanisti usano parlare di gerarchia urbana, concetto che
all'uomo della strada è noto attraverso il modo in cui in queste carte è
rappresentato l'interesse turistico dei luoghi. Oltre al semplice nome
del centro abitato (che per quelli più piccoli implica già una scelta, se
metterlo o non metterlo), ci sono sempre le stesse tre categorie: la località
interessante (nome sottolineato in verde), quella molto
interessante (nome bordato con un riquadro) e quella di grandissimo
interesse (nome bordato e riquadro campito in colore). E' curioso che a
partire dagli anni in cui iniziò la motorizzazione di massa nel nostro paese e
fino a poco fa, nella legenda le due categorie superiori erano integrate da un
inciso in parentesi: una località di grandissimo interesse merita un
viaggio, una molto interessante merita di essere visitata anche dal
turista affrettato.
Sunday 26 April 2009
I maceri
By Giampaolo on Sunday 26 April 2009, 08:00
Dall'altra parte della strada che funge da limite ovest dell'Oasi WWF (si
chiama via Santa Maria in Duno in comune di Bentivoglio, via Castello in comune
di San Pietro in Casale) si possono vedere ancora un paio di maceri. Quello di
Bentivoglio in particolare è interessante, sia che prevalga l'interesse
naturalistico che storico-paesaggistico. Sotto il primo aspetto, sono i
passeriformi a radunarsi sugli arbusti che lo bordano (saltimpali, regoli, luì,
...), spesso spostandosi verso le canne della vicina zona umida della Mezzacasa
o sostando sul cavo telefonico lungo la strada.
La tipologia è particolare, con i
bordi in mattoni: è possibile che sia stata la vicinanza della fornace a
suggerire questa soluzione alternativa, o per meglio dire 'migliorata' rispetto
alle due più classiche della pianura bolognese: quella con spalti di legno
(difficili da vedere oggi per una oggettiva difficoltà di conservazione) e
quella con con grossi sassi di fiume (che dalle nostre parti chiamiamo appunto
sassi da macero); in realtà un po' di sassi da macero sono rimasti
anche intorno a questo, mentre da altre parti sono stati generalmente rimossi
per essere riutilizzati altrove, anche dove si sono conservati i maceri (che
dal punto di vista ambientale oggi sono una manna, per la loro funzione nel
mantenimento della biodiversità).
Friday 24 April 2009
Il Casone del Partigiano
By Giampaolo on Friday 24 April 2009, 07:30
Il Casone del Partigiano fa parte a pieno titolo dell'Oasi WWF.
Anche se parliamo più spesso di
Bentivoglio, il fatto che la denominazione ufficiale dell'Oasi sia
Ex-Risaia di Bentivoglio e San Pietro in Casale fa riferimento
precisamente a quest'area. Il Casone di valle vero e proprio è una
ricostruzione di quello che esisteva nel 1945, il cui significato storico e attuale è ben noto, tenuto vivo fino a
oggi anche grazie alla testimonianza e alla cura personale di chi allora
c'era.
Accanto, è stato costruito un nuovo padiglione.
L'area circostante, di circa 10 ettari, è stata mantenuta come Parco della
Memoria dal Comune di San Pietro in Casale, a cui si sono aggiunti in
convenzione diversi altri Comuni della pianura bolognese, ed ha assunto un
notevole significato naturalistico come Area di Riequilibro Ecologico. L' ARE è infatti una tipologia
di area protetta prevista dalla legislazione regionale già da molti anni, ed in
questo caso attuata.
Friday 17 April 2009
L'Olmo
By Giampaolo on Friday 17 April 2009, 07:45
Via dell'Olmo, l'asse dell'Oasi in senso est-ovest, prende il nome dal
podere in cui, fino a pochi anni fa, era ancora integro uno degli edifici più
caratteristici e interessanti della risaia, una grande e complessa 'teggia' con
torretta (deposito parzialmente aperto), preceduta dall'aia lastricata.

Oggi questo rudere e gli alberi retrostanti sono ottimi posatoi per i nostri uccelli, in particolare per gheppi e civette che l'anno scorso si sono riprodotti qui vicino. In casi come questo, la malinconia è un sentimento naturale di chi lavorò i campi circostanti con le mani portando qui i raccolti - sono sempre meno - ma abbiamo già scritto e confermiamo che nelle aree protette la ruderizzazione è spesso preferibile all'uso improprio e speculativo, e ci sembra che di questo angolo di ex-risaia non ci si debba proprio lamentare.
Wednesday 8 April 2009
Era proprio necessario?
By Giampaolo on Wednesday 8 April 2009, 08:44
Ricordate il
grande pioppo in fondo alla Vietta, dove finisce la strada asfaltata per
andare al Centro Visita dell'Oasi? Da qualche giorno non esiste più, resta solo
un troncone riverso da cui con le motoseghe sono già stati tagliati i rami più
grossi, e portati via.
Forse le piogge abbondanti delle
settimane scorse avevano ingenerato preoccupazioni per la sua stabilità, ma non
sembrava proprio in equilibrio precario. Un sommario conto degli anelli ci dice
che era lì da almeno 70 anni, sul bordo della Calcarata e vicino ai ponti e
agli scavalchi in muratura in parte ancora visibili e funzionali. Un angolo
certamente delicato, ma che in anni non troppo lontani aveva sopportato perfino
il flusso continuo di camion verso la adiacente discarica. Oggi quel pezzo di
strada è una scorciatoia percorsa velocemente per andare da Bentivoglio a San
Pietro e viceversa, prima ancora che siano abitati i nuovi condomini che
hanno preso il posto delle case di campagna. Evidentemente si è valutato che il
rischio era troppo grosso.
Resta da chiedersi perchè invece di costruire le strutture in legno
inaccessibili che si intravvedono in mezzo alle vasche di fitodepurazione, non
si è pensato a restaurare i manufatti e consolidare quest'angolo per evitare di
arrivare a questo punto. Ma le operazioni di
consolidamento di cui si occupa il gruppo gestore di questo angolo sono di
altro tipo, peccato.
Tuesday 24 March 2009
Le VIE della CULTURA
By Giampaolo on Tuesday 24 March 2009, 12:00
Giovedì e Venerdì prossimo si terrà a Siena un Convegno
Internazionale dal titolo "Le vie della cultura. Il ruolo delle
Province europee nella valorizzazione dei percorsi storici di
pellegrinaggio". A Siena perchè quella Amministrazione provinciale ha
avviato nel 2008 un programma di valorizzazione dei percorsi della Via
Francigena - peraltro già ampiamente studiata e promossa negli anni recenti - e
su questi temi la locale Università e la banca cittadina che non si può più
definire locale, sono sempre state assai sensibili.
Cosa c'entra coi paesaggi dell'Oasi?, direte voi.
Thursday 5 March 2009
Gli Appennini
By Giampaolo on Thursday 5 March 2009, 08:10
Le cime più alte dell'Appennino, al confine con la Toscana, sono più vicine
ed è più facile vederle e riconoscerle.

Svetta il Monte Cimone, una montagna dal profilo regolare come le disegnano i bambini; da piccoli ci raccontavano che era la più alta degli Appennini, salvo scoprire poi che non è così. Ma 'la nostra montagna' è il Corno alle Scale, quasi 2000 metri, il limite e il culmine del territorio bolognese. Per noi e per i nostri antenati del piano padano l'orizzonte sud è sempre stato il riferimento, la meta, il miraggio: il segnaposto della città, il sopra.
Monday 2 March 2009
Le Alpi
By Giampaolo on Monday 2 March 2009, 18:30
Ebbene sì. Per pochi giorni all'anno, per lo più a fine inverno, le Alpi
entrano a far parte del nostro paesaggio cispadano. Questa foto è esattamente
di un anno fa, ma anche quest'anno è già successo
abbastanza spesso.
Si
vede più facilmente il massiccio del Monte Baldo, tra valle dell'Adige e lago
di Garda, con i monti della Lessinia più a est, ma qualche volta si vedono
anche le montagne montagne innevate della Lombardia più a ovest.
E' uno spettacolo che ha sempre attratto i fotografi bolognesi. Qualcuno dei
meno giovani ricorderà una grande foto panoramica della catena alpina con
sovrascritti i nomi delle cime, ripresa probabilmente dal Montovolo se non
addirittura dal Corno alle Scale, sopra lo strato di foschia della pianura, che
restò esposta per molto tempo fuori dallo studio fotografico Villani in Piazza
Santo Stefano a Bologna.
Thursday 19 February 2009
La fornace
By Giampaolo on Thursday 19 February 2009, 18:30
Molti sanno che vicino alla Rizza c'era una una fornace, e qualche anziano
se la ricorda ancora.
Però quando abbiamo trovato una fotografia
della fornace in una pubblicazione del 1913, abbiamo stentato a credere che
i pochi ruderi all'inizio della strada lungo la siepe fossero proprio quello
che resta di un edificio industriale così imponente. La pubblicazione descrive
tra l'altro la tenuta Pizzardi (ne riparleremo), che esattamente cento
anni fa si arricchì di questa attività:

Nella stessa tenuta si è costruita, nel 1909, una fornace tipo Hoffmann,
modificata da Mazzoni di Castelfiorentino.
I mattoni e le tegole che ivi si fabbricano vengono fatti per un terzo
circa a mano e il rimanente a macchina, con macchinario della Società meccanica
lombarda di Monza. Il macchinario è fatto azionare mediante una locomobile
Ruston Proctor da 40 cavalli.
La produzione media annua della fornace oscilla attualmente intorno a 2
milioni di pezzi.
Questa industria non ebbe una vita molto lunga; certo un processo di rinaturalizzazione di questa portata è inconsueto, tanto più nel mezzo della trasformazione suburbana.
Saturday 14 February 2009
Ca' Donzelli
By Giampaolo on Saturday 14 February 2009, 10:00
I paesaggi dell'Oasi sono tutti da vedere, anche in uno spazio così piccolo
ognuno di essi ha la sua particolarità, che è legata alla sua microstoria.
D'altra parte, ogni persona che osserva ha i suoi interessi, le sue abitudini,
spesso i suoi ricordi, e quindi predilige un posto piuttosto che un
altro.
I paesaggi preferiti dalla maggior parte dei lettori di questo blog sono
certamente le vasche in cui è possibile vedere il maggior numero di uccelli.
Hanno ripristinato il carattere di 'zona umida', ma non sono questi che evocano
meglio la risaia quando non era ancora ex. Il paesaggio che più fa onore al
nome dell'Oasi WWF Ex-Risaia è probabilmente quello tra via dell'Olmo e il
Casone del Partigiano, in particolare quello che si può vedere alla propria
sinistra venendo da San Pietro in Casale per la via Castello ed entrando in
comune di Bentivoglio.
Paradossalmente, questa porzione di
territorio non fa parte dell'Oasi WWF ex-Risaia. Abuso di denominazione da
parte nostra? Non crediamo proprio.
Sunday 7 December 2008
Il viale dei gelsi
By Giampaolo on Sunday 7 December 2008, 10:15

Ritorniamo a parlare del vialetto dei gelsi, proprio al centro dell'oasi, dove
la Via Bassa degli Albanelli si incrocia con la Via dell'Olmo (e basta una
ricerca sulle mappe online per vedere la traccia di una strada che proseguiva, anche oltre la
cavedagna che arriva all'albero isolato, dove ora sono campi arati).
Qualcuno si ricordererà certamente che una della prime 'Giornate delle oasi
WWF' è stata festeggiata proprio lì, quando il Centro Visita della Rizza non
era ancora pronto, in una ventosa giornata di aprile che faceva volar via i
fogli dai banchetti.
Friday 21 November 2008
Località La Morte
By Giampaolo on Friday 21 November 2008, 19:45

Non sappiamo ancora per certo da cosa derivi il nome di questo podere, ma forse
basterebbe una piccola ricerca sugli antichi catasti per diradare il mistero e
porre fine a supposizioni e fantasie popolari. Certo è che l'Ospedale bolognese
di Santa Maria della Morte era un proprietario immobiliare presente nella
nostra pianura: nella campagna tra Argelato e Funo, a meno di 10 km. da qui,
possedeva tra l'altro l'edificio cinquecentesco, attribuito al Vignola, che
fino al restauro di qualche anno fa tutti chiamavano 'il Palazzo della
Morte'.
Friday 14 November 2008
La ex-discarica
By Giampaolo on Friday 14 November 2008, 18:45
Non basterebbe un libro per scrivere la storia della discarica di
Bentivoglio.

E' una vicenda in qualche modo parallela a quella dell'Oasi WWF, bisogna andare
indietro di due o tre decenni. In estrema sintesi, è in quegli anni che
nell'area bolognese ci si propone di affrontare sistematicamente il problema
dei rifiuti, concentrando lo smaltimento in pochi siti tecnologicamente
adeguati, invece delle tante soluzioni più o meno regolari comune per comune (e
qualche volta anche frazione per frazione). All'inizio degli anni '80 la
Provincia elabora un piano, tra i siti proposti c'è anche quello di
Bentivoglio. La maglia urbana della bassa è molto fitta, e a nessuno piace
avere una discarica vicina:
Sunday 2 November 2008
Il canale Navile
By Giampaolo on Sunday 2 November 2008, 08:49
Visto che non l'ha fatto nessuno lo facciamo noi: ricordiamo che quest'anno
2008 ricorre l'Ottavo Centenario del Canale Navile.

Infatti, secondo la storiografia più accreditata, la sua costruzione iniziò nel
1208, alcuni anni dopo che le acque del Reno da Casalecchio erano state
canalizzate entro la città. E' un episodio storico molto significativo, perchè
testimonia che il Comune di Bologna cominciava a 'pensare in grande', alle
comunicazioni e ai commerci verso il Po e Venezia e, aveva anche i mezzi per
farlo: immaginatevi cosa voleva dire scavare e arginare a forza di braccia una
simile opera all'inizio del XIII° secolo, quando la popolazione di Bologna,
secondo le stime più ottimiste, non arrivava a 50.000 abitanti.
Wednesday 10 September 2008
Tornando agli alberi,
By Giampaolo on Wednesday 10 September 2008, 08:36
non è da ieri che si cerca di fare qualcosa per mantenere almeno quelli che
ci sono.
Anzi, le battaglie per salvare gli alberi sono una parte importante della
storia della conservazione della natura in Italia (e altrove). Il WWF ha una
lunga esperienza in proposito, che risale ai primi anni della sua esistenza
ultraquarantennale, quando si ritrovava al fianco di Italia Nostra per reclamare i primi
interventi di tutela. Stavano nascendo le Regioni, c'erano molte speranze in
una maggiore attenzione da parte dei poteri pubblici e in una corrispondente
autorità esecutiva. Si riuscì a spuntare diversi provvedimenti, che nelle
intenzioni non dovevano restare isolati, ma integrarsi con altre misure di
tutela ambientale.
Friday 5 September 2008
La Castellina
By Giampaolo on Friday 5 September 2008, 08:20

L'edificio della cooperativa agricola La Castellina si vede facilmente
dall'Oasi guardando verso Nord. E' un edificio rurale di notevole dignità
architettonica, apparentemente chiuso da tempo ma ancora integro, ci si
potrebbe fare un bell'albergo, dove il servizio alle fiere bolognesi si
potrebbe combinare col servizio al turismo nel territorio agricolo, in modo
certamente meno dirompente di esempi sorti in anni
recenti lungo il Navile.
Il fatto è che La Castellina è un'azienda faunistico venatoria, un tempio della
caccia situato proprio sulla rotta aerea tra l'Oasi e il resto del SIC-ZPS più
a Nord. Perciò noi ambientalisti e birdwatchers e fotografi, appostati dietro
le schermature come nella Fortezza Bastiani, cerchiamo di figurarci come sono,
cosa pensano, come ragionano i Tartari di oggi, i cacciatori, l'unica 'specie
in via di estinzione' che non ci sentiamo di proteggere 
Wednesday 3 September 2008
Il temporale all'Oasi
By Giampaolo on Wednesday 3 September 2008, 22:35
Il temporale di un paio di giorni fa, lunedì sera 1° settembre, ha portato
la nostra zona sulle cronache nazionali per l'albero caduto su un binario della
ferrovia Bologna-Padova, ma non ha fatto gravi danni nell'Oasi e immediati
dintorni.

Qualche albero spezzato, caduti un paio di tronchi morti a supporto dei nidi di
cicogna ... del resto le cicogne non li usano più, qualcuna si vede in giro
ogni tanto, e anche oggi si sentiva il battere di becchi in prossimità del nido
isolato in mezzo alla vegetazione.
Alla Morte è tornata l'acqua, non così alla Mezzacasa, e in compenso la vasca a
lato del viale dei gelsi è secca.
Monday 25 August 2008
La villa romana della Rizza
By Giampaolo on Monday 25 August 2008, 08:28
Sono passati diversi anni (una quindicina), ma qualcuno si ricorda
certamente di quando a Bentivoglio e paesi limitrofi si sparse una voce:
Hanno trovato i resti di una villa romana in mezzo alla risaia!
In effetti anche un 'diversamente abile' nel riconoscere le risorse del
territorio poteva vedere che erano state messe in luce tracce di muri antichi.
Quanto antichi? Bisognava fidarsi della vox populi. Che si trattasse
proprio di una villa romana, o di un'altra cosa, o magari di una struttura
riutilizzata in epoche diverse, questo non si poteva sapere.
Wednesday 20 August 2008
La Morte
By Giampaolo on Wednesday 20 August 2008, 23:00
Veramente il luogo detto 'La
Morte' è quest'altro,
ma di questi giorni il paesaggio cambia poco: c'è pochissima acqua, tranne che
nella vasca arginata di proprietà comunale a ridosso del Navile, e in parte in
quelle dall'altro lato del viale dei gelsi, dove se non altro il tappeto di
lemna (duckweed in inglese; nadrèle in bolognese: sempre alle
anatre si richiama il nome) non dispiace ai rallidi (folaghe e gallinelle
d'acqua) e magari a qualche airone rosso di
passaggio.
La vasca della foto è quella detta della 'Mezzacasa', adiacente alla
ex-discarica e quindi all'ambiente naturalisticamente molto interessante che si
è creato in questi anni dopo la sua saturazione e chiusura. Infatti questa
piccola vasca è un luogo di appoggio e di sosta molto importante per
l'avifauna, come ben sanno i fotografi che hanno relizzato qui molti dei loro
scatti migliori.
Senz'acqua non è proprio la morte dell'Oasi, ma quasi. Il guaio è che manca la
sensibilità di mantenere l'acqua nel momento del passo di ritorno
dell'avifauna, perfino in un anno in cui le piogge sono state tanto abbondanti
da risultare quasi eccessive, e perciò le scelte di regolazione idraulica non
si possono nemmeno mascherare dietro la scusa della siccità. Anche quando
sarebbe possibile una distribuzione equilibrata, tutta l'acqua viene riservata
agli usi agricoli immediatamente lucrosi (o supposti tali), e nella stessa
direzione vengono soddisfatte le priorità nelle manutenzioni ordinarie e
straordinarie. Arrivando a Bentivoglio per la via Saliceto, lungo il Navile,
sembra di capire che si è scelto di rispondere ai problemi idraulici con le
grandi infrastrutture come le casse di espansione in corso di costruzione,
mentre la regolazione minuta si può tranquillamente lasciarla perdere.
Non è la morte dell'Oasi, ma è già una malattia potenzialmente mortale: e forse
proveranno a spiegarci che per salvarla sono necessarie amputazioni, perchè non
si può più tener dietro a quello che non rende nell'immediato.
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